In questo articolo analizzeremo le ragioni tecniche che spingono all’utilizzo di un trasformatore di potenza riempito ad olio oppure di un trasformatore di potenza di tipo a secco.

Una delle principali differenze è la manutenzione, nel caso di un trasformatore ad olio infatti il controllo ed i test del fluido dielettrico possono eseguiti sul campo senza dover interrompere a lungo il funzionamento, ad esempio un tecnico in poche ore può campionare il fluido in un trasformatore di potenza di una sottostazione da 2000 kva riempito d’olio, compresa un’accurata ispezione tecnica e di sicurezza del trasformatore. Il campione viene consegnato al laboratorio per una batteria completa di test. I test possono includere un gruppo di test standard del fluido dielettrico, oltre a test di gas in olio combustibile, test del furano e test del fattore di potenza.

I trasformatori di tipo a secco di pari livello invece devono essere messi fuori servizio per un controllo di manutenzione ordinaria e questo in molti casi significa eseguire questi lavori nei fine settimana o durante le vacanze, risultando in una manutenzione più dispendiosa. Questo tipo di trasformatore però possiede altre importanti proprietà infatti sono trasformatori ecocompatibili con un’elevata sicurezza antincendio e sono perfetti per l’impiego in agglomerati urbani. Sono pertanto la soluzione ideale per aziende industriali e in complessi edilizi che devono rispettare requisiti antincendio severi ed anche per l’impiego in mare.

Grazie alle ultime evoluzioni nel comparto materiali però questi vantaggi sono ottenibili anche in alcuni modelli ad olio, infatti grazie all’uso di olii basati su esteri vegetali.

Rispetto ai tradizionali oli minerali isolanti, gli esteri naturali presentano i seguenti principali vantaggi: hanno un più elevato punto di fiamma (dai 130-140 °C si passa agli oltre 300 °C);

sono sostanze essenzialmente non tossiche e non pericolose per l’uomo e l’ambiente (EPA o OSHA);

gli esteri vegetali, inoltre, sono una risorsa rinnovabile e a fine vita possono essere riutilizzati come sottoprodotti (es. biodiesel), rispondendo ai requisiti dell’economia circolare.

Noi di Mace Service conosciamo l’importanza di focalizzare le metodologie di indagine più appropriate, sia sull’effettiva realtà impiantistica e di processo esistente e sia sulla prevenzione di possibili disfunzioni di processo, al fine di garantire una rapida soluzione del problema.